Non è uno scenario favorevole, ma dobbiamo prenderne atto: l’Italia è penultima nella classifica sulla competitività del sistema tributario fra i paesi Ocse, ma anche in merito alle tasse di proprietà. La fonte arriva da lontano, dalla Tax Foundation, Think Tank statunitense, realtà che si impegna ogni anno a redarre una classifica dei sistemi fiscali dei paesi Ocse concentrandosi sulla competitività fiscale.

Molteplici sono i parametri di valutazione, che si compongono di ben 40 variabili e che interessano le tassazioni applicate alle imprese, ai consumi, alle persone fisiche, alle proprietà e anche ai redditi che vengono prodotti all’estero. Si tratta di uno studio complesso, che mette in fila tutti i dati e li ordina, per ricavare una classifica che permette di avere un quadro chiaro e interessante della fiscalità nei paesi Ocse.

L’Italia si colloca al 34simo posto nella classifica generale della competitività fiscale e conferma la posizione del 2015. Il Bel Paese è penultimo anche nella graduatoria delle property taxes, le tasse di proprietà che sono fonti di importanti riflessioni da parte della Tax Foundation.

Tasse di proprietà: il rapporto della Tax Foundation

Il rapporto sulle tasse di proprietà della Tax Foundation comprende delle riflessioni di grande interesse, fra le quali la presa di coscienza che le imposte patrimoniali aumentano la ‘distorsione economica’, apportando effetti a lungo termine negativi sulla produttività e sull’economia di uno stato.

Abbiamo più volte sottolineato il fatto che in Italia la tassazione non è chiara, perché varia con velocità e senza preavviso, quindi i contribuenti hanno maturato un senso di incertezza deleterio alla stabilità economica, soprattutto nel settore immobiliare.

Questo concetto viene ribadito dal rapporto della Tax Foundation, che ha riportato come le tasse di proprietà e le altre imposte vadano a ridurre i capitali disponibili nell’economia, con il risultato di danneggiare nel lungo periodo la crescita economica e, di conseguenza l’innovazione di uno stato. Le considerazioni si addolciscono quando le imposte vengono considerate detraibili dal reddito ma, purtroppo, in Italia la situazione è ancora troppo ‘fumosa’ e poco chiara per essere considerata comprensibile dai contribuenti e, talvolta, anche dagli stessi addetti ai lavori.

L’ipertassazione patrimoniale sugli immobili ha quindi creato effetti distorsivi sull’economia e le tasse di proprietà meritano di essere considerate come delle vere e proprie ‘tasse sul risparmio’.

Tasse di proprietà: e l’estero?

All’estero la situazione fiscale non è ‘rose e fiori’, ma è sicuramente più chiara rispetto al panorama nazionale. Ovviamente bisogna analizzare la singola realtà di ogni stato dove vengono effettuati gli investimenti immobiliari all’estero, ma possiamo affermare con certezza che la tassazione e l’imposizione fiscale all’estero sono sicuramente più comprensibili e delineate rispetto al nostro paese.

Ecco perché, molto spesso, gli investimenti immobiliari all’estero si propongono proficui e meritevoli di essere considerati, perché alle condizioni favorevoli di prospettiva e di strategia di investimento aggiungono la possibilità di conoscere chiaramente quale è l’imposizione fiscale, caratteristica che, a conti fatti, non è riscontrabile nell’attuale mercato italiano.

Luxury&Tourism segue i clienti negli investimenti immobiliari all’estero con competenza e con la volontà di informare le persone sulla realtà fiscale attuale. Per una consulenza personale di qualità vi invitiamo a contattare Gianluca Santacatterina via mail o impiegando il comodo form di contatti presente nel sito web.

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