0 Post Brexit: Londra Regina degli investimenti Immobiliari | Blog L&T

Il 23 Giugno 2016 il popolo inglese è stato invitato ad esprimersi in un referendum che ha scritto la storia della nazione, così come dell’intera Unione Europea.

Stiamo ovviamente parlando della Brexit che, al tempo, decretò la volontà del Regno Unito di uscire dall’Unione degli Stati Europei.

Ci sembra ora interessante e doveroso verso gli investitori affrontare la realtà inglese ad un anno di distanza, per capire cosa è realmente cambiato, per analizzare i ‘numeri’ e per trarre delle conclusioni reali.

Per farlo con cura abbiamo ‘scomodato’ due esperti, Gianluca Santacatterina Ceo di Luxury&Tourism e Raffaele Volpe Ceo di Italian Business Consulting LTD.

Ma prima di leggere le loro testimonianze e i loro consigli, riportiamo alcuni dati ed estratti che rivelano perché Londra, nel post Brexit, si propone come una delle città più interessanti e proficue da considerare per chi desidera effettuare un investimento immobiliare all’estero.

Londra al top delle città in fermento: i dati di Savills

Savills, fornitore mondiale di servizi immobiliari quotato alla Borsa di Londra, ha recentemente diffuso una classifica che individua quali sono le città più interessanti, anzi le più ‘dinamiche’ d’Europa in materia di investimenti immobiliari.

Queste città hanno in comune delle caratteristiche ben precise, che le rendono luoghi adatti per attivare proficui investimenti all’estero, nel presente così come nel futuro.

I fattori considerati sono eterogenei, ma legati allo sviluppo e alle prospettive urbanistiche e immobiliari delle città analizzate.

post brexit investimenti immobiliari

I trend urbanistici sono stati considerati dei fattori di grande importanza per chi decide di investire all’estero e sono stati associati alla propensione al cambiamento, ovvero alla capacità di adeguarsi in modo fluido, veloce  ed elastico alle mutazioni del presente, adattandosi alle stesse con un atteggiamento propositivo e moderno.

I 16 indicatori utilizzati per redarre questa classifica hanno definito la top cinque delle città più favorevoli per gli investimenti immobiliari e, al vertice troviamo Londra, seguita da Parigi, Cambridge, Amsterdam e Berlino.

Le caratteristiche comuni di queste città vanno ricercate nella presenza di infrastrutture forti e moderne, già costruite o in via di di completamento e nella volontà di investire nei saperi che porta le città a svilupparsi sotto molteplici punti di vista.

Tutti questi centri sono, infatti, supportati da strutture universitarie di pregio e da forti reti aziendali attive nel territorio. Le caratteristiche definitive vanno quindi ricercate nell’innovazione, nel fatto di proporsi come incubatori di talenti e come poli attrattivi degli stessi, che a loro volta sanno generare un’attrazione positiva di culture diverse e una volontà di aumentare con costanza il benessere dei cittadini.

Poli attrattivi, ecco come possono essere definite le città inserite nella classifica Savills, che vede al primo posto la città di Londra.

La ricerca si propone di grande interesse e si lega agli ultimi dati rilevati da Knight Frank, società globale di consulenza immobiliare, che ha analizzato il post Brexit riportando i prezzi dei terreni edificabili in città.

I dati sono stati pubblicati nell’ultimo Residential Development Land Index e hanno rivelato che a Londra il prezzo dei terreni si è mantenuto stabile nel secondo trimestre dell’anno, dimostrando un calo del 3.5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

post brexit

La crescita annuale è stata del 6.3% nel corso del 2016, dove l’aumento in punti percentuali può in gran parte ricollegarsi all’aumento di quotazione delle aree industriali dismesse.

I dati rivelano, in pratica, che a Londra c’è una forte domanda di terreni edificabili, che interessa le aree dove l’emergenza abitativa è più evidente, ovvero dove le persone hanno bisogno di trovare o costruire casa.

Ed è questa, molto probabilmente, una delle chiavi della forza della città: la continua ed effervescente richiesta di immobili, che porta la metropoli a proporsi come un ottimo polo per gli investimenti immobiliari.

Del resto, dove la richiesta di immobili è viva e continua, gli investimenti immobiliari sono fiorenti e redditizi e questo è, a detta degli esperti globali, ciò che sta accadendo a Londra adesso, nonché il tratto distintivo che la caratterizzerà nel futuro.

Ma cosa dice il sindaco di Londra in merito?

Un interessante articolo del Sole24Ore ha descritto le misure adottate dal sindaco di Londra Sadiq Kahn per lanciare il turismo estivo. E’ indubbio che la città è stata scossa da eventi davvero tremendi, quindi il primo cittadino londinese ha voluto dimostrare che Londra è una città sicura e accogliente.

Per farlo, Kahn ha lanciato il programma Everyone Welcome con bandiere e manifesti sparsi nei 12 quartieri della città, ha organizzato tanti eventi nella West End e ha dato il via a una campagna dal nome London is Open.

Si tratta di forti manovre Post Brexit, che meritano di essere lette e interpretate come un segnale accoglienza internazionale, diretto a chi Londra vuole visitarla, a chi vuole viverla per studio e lavoro e anche a chi desidera investirci dal punto di vista economico e immobiliare.

8 milioni di abitanti e una costante carenza di abitazioni fanno di Londra una città che ha ‘sete di case’, nonostante ogni anno ne vengano costruite 50 mila, numero decisamente alto, ma non sufficiente a coprire le richieste effettive degli abitanti.

I timori post Brexit sul mercato immobiliare sono quindi infondati, perché Londra si rivela essere una città in fermento, che alla necessità tangibile di costruire case e alloggi lega la costante apertura verso gli investimenti esteri.

Un ultimo dato a confermare questa realtà arriva dall’indice Global Cities di Schrodes, che nella top 10 delle migliori città per investire del mondo ha incluso una sola europea: Londra.

Post Brexit: la parola agli esperti

Ma per capire ‘da dentro’ la realtà post Brexit è opportuno leggere le parole di chi, a Londra, ci vive e ci lavora ogni giorno e di chi il mercato immobiliare internazionale lo conosce alla perfezione. Gianluca Santacatterina CEO di Luxury & Tourism e Raffaele Volpe, Ceo di Italian Business Consulting LTD ci hanno regalato le loro riflessioni in merito. Grazie alle loro parole possiamo comprendere la realtà del post Brexit a Londra dal punto di vista economico e degli investimenti immobiliari all’estero.

Gianluca, si parla molto del calo del prezzo delle case a Londra. A cosa è dovuto secondo te? E’ frutto del post Brexit o i meccanismo sono un po’ più ‘raffinati’?

Negli ultimi 12-14 mesi, i prezzi degli immobili a Londra hanno subito un lieve calo. E’ importante e interessante notare che la diminuzione era stata avvertita anche nei 12 mesi precedenti alla Brexit, quindi si tratta di un processo naturale, che interessa il mercato immobiliare londinese per ragioni indipendenti alla Brexit. Questa realtà è sconosciuta ai più e, a mio avviso, questo calo non è imputabile all’esito del referendum, ma a una diminuzione conseguente a un aumento a due cifre percentuali all’anno, che si era protratta per più di 10-12 anni.

Cosa rende attraente l’investimento immobiliare a Londra per gli italiani, adesso?

Tanti fattori, dalla persistente e positiva richiesta di abitazioni, fino al fermento economico e culturale che la città dimostra di possedere in ogni settore. A questi aspetti si lega una realtà indiscutibile, forse la più importante a livello pratico: il favorevolissimo cambio sterlina/euro.

Se per acquistare un immobile da un milione di sterline nel 2015 erano necessari circa 1.440.000 euro oggi ne bastano 1.118.000. Se facciamo la stessa considerazione nel Post Brexit, a luglio dello scorso anno per acquistare un immobile da un milione di sterline servivano circa 1.184.000 euro. Oggi, circa 66 mila euro in meno.

Si tratta di un punto a favore tangibile, che rende l’investimento immobiliare conveniente, in una città attiva e che vanta delle prospettive di sviluppo concrete. Questa situazione è decisamente rara da incontrare altrove, quindi chi desidera operare all’estero nel mercato immobiliare può considerare Londra come un investimento concreto e, oggi, più che mai conveniente dal punto di vista economico.

Ma a Londra il mercato immobiliare è fra i più ‘costosi’ d’Europa… quindi ti faccio una domanda diretta Gianluca. Se ho fondi limitati mi conviene ugualmente investire in questa città?

Mi preme ricordare che Londra conta oggi circa 9 milioni di abitanti ed è, quindi, una città molto grande ed estesa. All’uopo ribadisco che le zone di particolare interesse e pregio dal punto di vista immobiliare sono quelle più centrali, che necessitano di importanti esborsi economici.

Sconsiglio quindi l’acquisto di immobili in zone periferiche o lontanissime, perché stiamo parlando di decine e decine di chilometri dal centro, perché probabilmente non darebbero lo stesso grado si soddisfazione, dal punto di vista economico così come gestionale.

In definitiva rispondo alla domanda con la massima sincerità: a Londra o ci si impegna economicamente in modo importante o è meglio evitare. Non vale la pena di acquistare un immobile a Londra solamente perché “è a Londra…”, ma perché la città sa riservare grandi soddisfazioni economiche e di rendita, a patto che l’investimento venga effettuato in un certo modo, in zone ben precise e con un budget di rilievo.

E ora la parola a Raffaele Volpe Ceo di Italian Business Consulting LTD. A lui abbiamo chiesto informazioni perché è un professionista che opera e vive a Londra, che ha seguito passo dopo passa il post Brexit dal suo cuore economico e finanziario.

Raffaele, prima del 23 giugno 2016 data del referendum Brexit avresti scommesso su questo esito? 

A dire il vero in pochi si aspettavano l’uscita del Regno Unito dall’Europa, anzi è possibile affermare che la ‘superficialità’ di una grande massa di cittadini contrari all’uscita che non hanno per nulla preso in considerazione il referendum (senza addirittura recarsi a votare) è stata la prima causa di questo risultato.

A circa 14 mesi di distanza, che clima si respira a Londra in relazione alla volontà degli inglesi di uscire dall’Unione Europea? 

Alcune persone sono spaventate del cambiamento poiché si parla, in ogni caso, di un fenomeno mai accaduto prima. Il Regno Unito è il primo paese nella storia ad uscire dalla Comunità Europea, quindi non ci sono precedenti storici ai quali fare riferimento. Tuttavia, ti posso confermare che da un punto di vista sia economico che sociale si respira sempre la stessa aria o, almeno, io continuo a notare quell’area forte e predominante che, dal mio punto di vista, caratterizza Londra e la rende unica rispetto alle altre città europee.

Raffaele, hai notato – a parte i mesi successivi in cui vi era probabilmente più incertezza – un cambiamento o dei timori negli italiani dal punto di vista imprenditoriale e degli investimenti?

Noi con Italian Business Consulting Ltd lavoriamo con il mercato italiano e siamo quotidianamente in contatto con italiani intenzionati ad investire a Londra. Nessun cambiamento, anzi! Chi ha un business in Italia e vuole internazionalizzare continuerà a considerare Londra – anche quando sarà fuori l’Europa – come oggi considera altri punti nodali nel mondo ad esempio Dubai e New York.

Giusto per fare un esempio: chi vuole aprire un ristorante italiano a Londra non pensa al Post Brexit ma ad internazionalizzare il proprio gruppo e guarda a Londra come uno dei primi centri del mondo in cui fare business dentro o fuori Europa. Per quanto riguarda gli investimenti immobiliari, non posso che dire che si tratta di una realtà in crescita. Gli italiani intenzionati a comprare casa a Londra sono aumentati, perché quando ben consigliati hanno l’occhio lungo, sono ‘scaltri’ e capiscono che questo è il momento più favorevole per acquistare casa a Londra. Negli ultimi mesi abbiamo aiutato tanti italiani, che sono riusciti ad acquistare case ad un ottimo prezzo per le condizioni attuali del mercato, grazie al favorevole cambio sterlina-euro.

Attualmente Londra risulta essere la capitale mondiale della finanza. Cambierà qualcosa in futuro, sempre in ottica Post Brexit? 

Sicuramente se l’uscita sarà effettiva, molte banche sposteranno la propria sede centrale in altre città, ma per una questione di immagine, per mantenere un profilo europeo ed avere quindi un quartiere generale in un centro dislocato all’interno della Comunità Europea. Nella pratica, poiché  verranno siglati degli accordi che permetteranno agli operatori finanziari locali di continuare ad operare sui mercati senza alcun limite, a mio avviso le cose non cambieranno in modo importante, anzi.

Ritieni sia ancora interessante per un italiano fare business – ed aprire un’attività – in UK? 

Si e lo vedo dalle nuove richieste che continuano ad arrivare. Il post Brexit e’ un argomento di natura politica, Londra e’ uno dei centri principali del mondo, che offre l’opportunità di fare business come molte altre città che non fanno parte dell’Unione Europea. Il post Brexit può influenzare l’aspetto politico, sociale, ma sicuramente non limiterà la scelta dell’imprenditore intenzionato a condurre affari in Uk, questo è il mio punto di vista.

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Luxury&Tourism offre un servizio di consulenza professionale per gli investimenti immobiliari all’estero.

Per contattare Gianluca Santacatterina vi invitiamo ad impiegare il comodo form che trovate in questo sito.

 

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