0 IVIE 2018: guardiamola da un punto di vista alternativo | Blog L&T

L’articolo di oggi parla dell‘IVIE 2018, ovvero dell’imposta sugli immobili all’estero che deve essere corrisposta in Italia. In rete i portali di fisco e tasse ne parlano in modo molto approfondito e lascio quindi a loro l’arduo compito di spiegare nel dettaglio di cosa si tratta e come deve essere gestita questa imposta.

No, oggi desidero fare un ragionamento di ampio raggio, che interessa una situazione che coinvolge sempre più famiglie nel nostro paese e non preoccupatevi, all’IVIE 2018 ci arriveremo fra un po’.

Una casa per mio figlio all’estero: e se diventasse un investimento immobiliare?

Oggi tante famiglie si trovano ad affrontare una situazione nuova, che credevamo passata ma che invece si sta riproponendo più forte che mai.

Mi riferisco ai figli, che lasciano l’Italia per studiare o lavorare all’estero.

In molti casi non si tratta solo di ‘fare una bella esperienza‘ o di imparare una lingua straniera, ma di un vero e proprio trasferimento, che può coinvolgere anni della vita dei ragazzi.

I ragazzi si trovano a lasciare il paese e devono, per forza di cose, appoggiarsi a qualche agenzia all’estero per trovare un posto dove abitare mentre studiano o lavorano. I paesi più gettonati sono sicuramente quelli europei, soprattutto il nord Europa che vanta scuole molto buone e interessanti prospettive di lavoro.

Il top è, ovviamente, Londra, meta eletta soprattutto da chi vuole fare carriera nella finanza e nel settore economico, ma anche da chi desidera lavorare per le grandi compagnie che qui hanno sede.

E, come è nostra pratica, ora facciamoci un po’ di conti in tasca.

tasse IVIE 2018

Un ragazzo che cerca casa a Londra si trova a dover pagare un affitto medio di 500 sterline, ben che vada. Stiamo parlando di una zona abbastanza sicura, non troppo periferica e, ovviamente, di un posto letto, quindi di una camera condivisa con altre persone.

Bene, ogni anno ha 12 mesi quindi fanno 6mila sterline, di base, per avere un tetto sopra la testa con altra gente. Se una persona è giovane può convivere e incrociare le dita che tutto vada bene, ma chi lascia l’Italia forse ricerca qualcosa di più dalla vita.

Ora mettiamo il caso che un ragazzo a Londra ci rimanga per almeno 10 anni e quindi vada a pagare 60mila sterline, solo di affitto, sempre per una camera condivisa.

Ora guardiamo all’affitto di un monolocale o bilocale, quindi di un appartamento a Londra e siamo circa sulle 350 sterline alla settimana, per un appartamento dislocato a Notting Hill che è una bellissima zona dove abitare.

Sì, avete letto bene, per settimana. Al mese l’affitto costa quindi 1400 sterline – 1750 sterline se ci sono cinque settimane, alle quali aggiungere council tax e tutte le spese. Ben che vada siamo su una spesa media di 2500 sterline al mese per avere un tetto decoroso sopra la testa.

Rifacciamo i conti quindi e, se quelle 2500 sterline le moltiplichiamo per dieci anni fanno un bel po’ di soldini, 300mila sterline.

Si tratta, in previsione, di un patrimonio, quindi perché non pensare all’acquisto di un appartamento?

E’ ovvio che ognuno di noi ha le sue esigenze, le sue aspettative e anche le sue disponibilità economiche.

Ma i numeri parlano da soli e, alla luce dei fatti, comprare casa a Londra, oggi, è un investimento che merita di essere preso in considerazione se i figli hanno scelto di eleggerla a meta dove studiare, vivere e prosperare nel loro futuro

E se i ragazzi si stancano, cambiano o vogliono tornare a casa?

Proprio qui sta il punto di forza, perché l’appartamento a Londra non solo può essere rivenduto e quindi è possibile riacquisire il capitale investito ma, più intelligentemente, può essere messo a frutto, quindi affittato in città ai costi di cui abbiamo parlato prima.

E le tasse in Italia e la burocrazia e tutte le scocciature del caso?

No, le scocciature sono minime, esiste la normale burocrazia che chi affitta deve affrontare, ma in Inghilterra le cose sono molto più chiare e definite rispetto al nostro paese.

In più c’è una questione che merita di essere conosciuta: in Inghilterra chi non paga l’affitto può essere sfrattato, anche velocemente se non paga per due mesi la pigione stabilita. Ovviamente nessuno può mandare via fisicamente le persone, ma il proprietario fa richiesta le autorità preposte intervengono, decisamente in poco tempo.

La situazione è quindi chiara e regolata, ma per non avere seccature e per risparmiare tempo vi potete affidare alle società che amministrano i patrimoni immobiliari in Uk, scelta lungimirante che permette di salvaguardare tempo, denaro e di contare su una gestione precisa del business all’estero.

IVIE 2018

E ora veniamo all’IVIE 2018

La domanda sorge quindi spontanea, ovvero se mio figlio si stanca e io metto l’immobile a rendita in Uk cosa devo pagare in Italia? Mi tartasseranno di imposte?

La riposta è no, perché con l’IVIE 2018 ovvero l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero tutto è più semplice. Questa tassa deve essere pagata in Italia da chi possiede immobili all’estero ma è residente in Italia e si tratta di una specie di IMU.

Attenzione, perché con la Legge di Stabilità del 2016 L’IVIE sulla prima casa è stata abolita. In termini pratici, non è dovuta se essa è la prima casa, ovvero la propria abitazione principale.

L’IVIE 2018 ‘costa’ lo 0.76% del valore della casa di proprietà all’estero ma vi sono esenzioni e limiti che meritano di essere discussi con persone che si occupano professionalmente dell’aspetto fiscale dell’investimento immobiliare all’estero.

Non da ultimo, è importante considerare che in UK, l’IVIE 2018 viene calcolata sul valore catastale dell’immobile e questo succede anche in quasi tutti gli altri paesi dell’Europa.

Figli all’estero e tasse: cosa mi conviene fare?

Sicuramente valutare l’acquisto, e le ragioni sono molteplici. Su tutte brilla la prospettiva di investimento, ovvero è importante considerare che il ‘mondo degli affitti’ non è così incasinato negli altri paesi come lo è spesso in Italia.

In più, se l’investimento è favorevole nel costo iniziale e vanta una rendita proficua nel corso del tempo, allora si crea quell’interessante formula matematica che decreta la sua buona riuscita nel corso del tempo.

Londra è la patria del buon investimento immobiliare all’estero, è una città dove i prezzi degli immobili sono sicuramente alti, ma dove alti sono anche gli affitti e dove gli stessi affitti non scenderanno, in assoluto, nel futuro più prossimo e oltre.

Lo rivelano i dati, lo rivelano i blog di settore e anche gli stessi marketplace dove i ragazzi cercano casa per avere una prima base di appoggio in città.

La frase che più leggo quando mi trovo a visitare questi portali è la seguente: ‘Ma quanto costano gli affitti a Londra!‘.

Certo, Milano e Roma non sono poi così diverse, ma il Regno Unito offre una grande differenza rispetto alle due città italiane, ovvero la possibilità di contare su un sistema chiaro e definito e su una domanda che non conosce crisi di sorta, anzi, che è in continua ascesa in ogni quartiere della metropoli inglese.

La società Luxury&Tourism opera nel settore degli investimenti immobiliari all’estero con professionalità e competenza. Potete contare su un servizio completo, che associa alla consulenza professionale la possibilità di poter contare su esperti in fisco e leggi all’estero. Per richiedere informazioni veloci vi invitiamo a cliccare qui.

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